Quali sono le cause dell'endometriosi?

Vivete con dolori che ritornano ogni mese, a volte fino al punto da impedirvi di muovervi, lavorare o studiare. Probabilmente avete già sentito parlare di l’endometriosi ma senza comprendere davvero da dove provenga. Ed è frustrante, vero? 🤔
La buona notizia? Oggi la scienza avanza. Non conosciamo ancora tutte le origini dell’endometriosi, ma si stanno delineando diverse piste!

Che cos’è l’endometriosi?

Prima di addentrarci nelle cause, scopriamo che cos’è davvero l’endometriosi. In poche parole: è una malattia ginecologica in cui del tessuto simile alla mucosa dell’utero si sviluppa al di fuori dell’utero.

Schéma endométriose coupe vaginale

Questo tessuto può fissarsi sulle ovaie, le tube, la vescica o anche l’intestino. Insomma: su diversi organi della cavità addominale. E poiché reagisce agli ormoni del ciclo mestruale, si ispessisce, sanguina e si infiamma, causando dolore.

Sapevate che circa 1 donna su 10 è interessata dall'endometriosi? Eppure molte non sanno ancora di esserne affette. 🤔

I sintomi più comuni dell’endometriosi sono:

  • dolori pelvici cronici
  • mestruazioni particolarmente dolorose
  • dolore durante i rapporti (chiamato “dispareunia”)
  • disturbi digestivi o urinari
  • una stanchezza persistente
  • dolori muscolari

Le basi sono ora poste, esploriamo ciò che la scienza sa oggi sulle origini dell’endometriosi.

Per scoprire l’insieme dei sintomi dell’endometriosi, riconoscerla o alleviarla, consulta i nostri articoli:

Le cause dell’endometriosi: a che punto è davvero la scienza?

Per molto tempo l’endometriosi è rimasta nell’ombra. Poche ricerche, poca ascolto, poche conoscenze. Ma negli ultimi anni le cose finalmente si muovono. Ricercatori e medici si interessano più da vicino a questa malattia e alle sue diverse forme.

Risultato: anche se non abbiamo ancora “LA” causa unica, oggi conosciamo diversi meccanismi credibili che spiegano l’insorgenza dell’endometriosi.

La teoria delle mestruazioni retrograde: la più nota, ma non sufficiente

La teoria più diffusa spiega che, in alcune donne, una parte del sangue mestruale risale verso l’addome invece di essere espulsa attraverso la vagina. Con questo sangue, cellule simili a quelle dell’endometrio si depositano sugli organi vicini e si sviluppano lì.

Sembra logico, eppure il 90% delle donne avrebbe delle mestruazioni retrograde, ma non tutte sviluppano l’endometriosi. Perché? Ecco perché questa spiegazione da sola non è sufficiente. Entrano quindi in gioco altri meccanismi!

Il ruolo del sistema immunitario: quando il corpo non “pulisce” più correttamente

Normalmente, il nostro sistema immunitario elimina le cellule endometriali “fuori posto”. È un po’ la sua missione di pulizia. Ma in alcune donne con endometriosi, questa pulizia non avviene correttamente.

Studi mostrano infatti un’aumentata presenza di marcatori infiammatori, chiamati citochine, nella cavità pelvica delle donne interessate.
Di conseguenza: le cellule endometriali persistono, si stabiliscono dove non dovrebbero e provocano un’infiammazione cronica, alla base del dolore. 😣

In altre parole, il sistema immunitario delle donne con endometriosi è alterato più spesso della media (con un rischio circa 1,5 a 2 volte più elevato) il che mantiene l’infiammazione e i dolori.

È questo meccanismo infiammatorio che spiega perché alcune vivono dei dolori molto intensi, anche al di fuori delle mestruazioni. L’immunità non spiega tutto però. Un’altra pista importante riguarda la genetica.

La pista genetica: l’endometriosi è ereditaria?

Numerosi studi mostrano che avere una madre, una sorella o una zia affetta aumenta i rischi. In altre parole: l’endometriosi potrebbe essere ereditaria.  

Concretamente, le ricerche stimano che una donna abbia:

  • circa 8 volte più rischio di sviluppare una endometriosi se sua madre ne soffre o ne ha sofferto,
  • circa 5 volte più rischio se sua sorella è interessata, e ancora di più nel caso di gemelle identiche,
  • e circa 1,5 volte più rischio se una cugina è affetta.

Queste cifre mostrano che la genetica gioca un ruolo, ma non raccontano tutta la storia. Avere un rischio più elevato non significa necessariamente che la malattia si svilupperà. Non siete condannate, e neanche vostra figlia. 💛

L’endometriosi rimane una malattia multifattoriale : altri elementi, come ormoni, sistema immunitario o ambiente, influenzano anche il fatto che alcune donne siano colpite… e altre no.

Perché alcune donne sviluppano l’endometriosi e altre no?

Ve lo siete mai chiesto? Anche noi. Ed è normale. Due donne possono avere mestruazioni dolorose, la stessa morfologia, lo stesso stile di vita eppure solo una svilupperà l’endometriosi. 🤔

I fattori ormonali: il ruolo chiave degli estrogeni

L’endometriosi è una malattia dipendente dagli estrogeni. Ciò significa che si sviluppa più facilmente quando gli estrogeni sono presenti in abbondanza.

Cioè nelle seguenti situazioni:

  • mestruazioni abbondanti
  • cicli brevi (meno di 27 giorni)
  • un esordio delle mestruazioni molto precoce (prima degli 11 anni)

Più cicli avete, più i tessuti endometriali sono stimolati. Questo favorisce quindi l’insorgenza di lesioni. 😊

I fattori anatomici: quando la morfologia gioca un ruolo

Alcune particolarità anatomiche possono ostacolare il normale deflusso delle mestruazioni o facilitare la stagnazione del sangue mestruale, come per esempio un ostruzione parziale del collo dell’utero, un setto vaginale o una malformazione uterina.

Queste condizioni non provocano automaticamente l’endometriosi. Aumentano solo i rischi. Anche qui: se vi riconoscete, non significa che siete affette da endometriosi. Vi consigliamo quindi di consultare il vostro medico curante, ostetrica o ginecologo. 🤗

Ambiente e stile di vita: piste ancora sfumate

Si parla molto dei disruptor endocrini (plastiche, pesticidi, inquinamento…). Infatti, alcuni potrebbero imitare gli estrogeni nell’organismo e giocare un ruolo nell’ endometriosi.

In pratica, questo significa che il vostro organismo può ricevere dei “falsi segnali ormonali”, come se i livelli di estrogeni fossero più alti del normale.

E poiché l’endometriosi si sviluppa sotto l’effetto degli estrogeni, questa esposizione potrebbe favorire l’infiammazione o la progressione di alcune lesioni. Ma sfortunatamente, oggi, gli studi non sono ancora sufficienti per confermare questo collegamento diretto. 😞

Tuttavia la ricerca avanza sempre di più, e altri fattori entrano in gioco, come abbiamo visto in precedenza: l’ereditarietà.

Endometriosi e ereditarietà: bisogna preoccuparsi per la propria figlia?

In molte vi chiedete: “Se ho l’endometriosi, mia figlia ce l’avrà anche?” La risposta è piuttosto rassicurante: no, non necessariamente.

La genetica aumenta leggermente il rischio, ma non decide tutto. Molte donne affette non hanno madri coinvolte, molte figlie di donne colpite non svilupperanno mai la malattia. Non è colpa vostra. 💛

E se un giorno vostra figlia presentasse dei sintomi, il vostro percorso potrebbe diventare una forza: sapete che il dolore non è mai “normale” e potrete aiutarla a essere ascoltata prima.

Vi consigliamo tre riferimenti semplici da trasmetterle:

  • parlare liberamente delle mestruazioni e della salute mestruale
  • incoraggiarla ad ascoltare il proprio corpo
  • ricordare che avere dolore non deve mai essere accettato

Le offrite già qualcosa di prezioso: la possibilità di essere informata e ascoltata! 💪

Perché capire è bene, ma sapere quando agire è ancora meglio. Vediamo insieme quando consultare senza aspettare.

Endometriosi: quando consultare e cosa sorvegliare?

Vi state chiedendo forse se i vostri sintomi somigliano a quelli dell’endometriosi. Ed è una buona domanda!

Piccolo promemoria: se le vostre mestruazioni sono molto dolorose, se avete dolore durante i rapporti sessuali o se avvertite una stanchezza che non passa… ascoltatevi. Non siete le sole, e capita a tutte noi a volte di minimizzare i nostri dolori.

Ma allora perché ci vogliono a volte 7 a 10 anni per ottenere una diagnosi ? 😣
Eh sì, l’endometriosi è ancora troppo poco conosciuta. I suoi sintomi possono assomigliare ad altri disturbi digestivi, urinari, muscolari. Molte donne consultano diversi specialisti prima che qualcuno faccia finalmente il collegamento.

Ecco gli esami che aiutano nella diagnosi:

  • Esame clinico: colloquio + palpazione.
  • Ecografia o risonanza magnetica: utile per visualizzare alcune lesioni.
  • La laparoscopia: l’esame che permette di porre una diagnosi certa, osservando direttamente i tessuti.

Non aspettate se sentite che “qualcosa non va”. Siete le più indicate per capire il vostro corpo. 🤗

Examen pour diagnostiquer l'endométriose

Avete capito, l’endometriosi non deriva da una sola causa. È un mix complesso di fattori: ormonali, immunitari, genetici, anatomici e ambientali. La ricerca progredisce ogni anno, e anche se non tutto è ancora chiaro, sappiamo già molto più di prima.

La cosa più importante da ricordare? I vostri dolori non sono “nella vostra testa”. E più si capisce, più si avanza verso migliori diagnosi, migliori trattamenti e soprattutto una migliore qualità della vita. 💙

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Pauline Gélis
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